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LA CORRETTA DIETA ALIMENTARE? ACIDO-BASE 1:3

Stanchezza, difficoltà digestive, alitosi, unghie e capelli fragili, mal di testa, pesantezza e predisposizione alle malattie: sono tutti segnali che indicano un’alimentazione sbagliata ed uno scorretto stile di vita.
Si dice che “siamo ciò che mangiamo” e quando seguiamo una dieta sregolata si può verificare l’acidosi ovvero uno scompenso metabolico dovuto all’accumulo di acidi nell’organismo.

I cibi che portiamo in tavola si dividono in acidi e alcalini a seconda che il valore del pH sia rispettivamente inferiore o superiore a 7. Bevande e alimenti una volta ingeriti e metabolizzati rilasciano residui che possono essere acidi o alcalini per cui, per far funzionare al meglio il nostro corpo è necessario contrastare l’acidosi con un maggior apporto di elimenti a pH basico.
Il rapporto ideale da rispettare nella dieta quotidiana sarebbe quello acido-base 1:3 cioè ogni 100 g di cibi acidogeni devono corrispondere almeno 300 g di altrettanti alcalogeni.
Tra gli alimenti acidi troviamo la carne rossa, il pesce, i formaggi, i cereali, le uova, caffè e tè nero, zucchero e carboidrati, gli alcolici e i conservanti. Verdura, frutta, latte e legumi invece sono alcalinizzanti.
Non è giusto eliminare dalla dieta i cibi acidi perchè comunque sono importanti nella costruzione del fisico, ma vanno equilibrati con quelli appartenenti all’altra categoria.

Lo stress, l’uso di farmaci ed il fumo sbilanciano ulteriormente verso l’acidosi per cui è necessario assumere integratori come A-Basic che ristabiliscono il giusto equilibrio. Tale integratore è composto da Magnesio, Potassio e Calcio che interrompono l’acidosi metabolica.

Come purificante e rinfrescante funziona molto bene l’Erba d’Orzo, ricca di clorofilla, vitamine, minerali ed enzimi che elimina le tossine, pulisce il sangue e rafforza il sistema immunitario.

E’ importante infine bere tanti liquidi; perchè allora non preferire il Tè Verde? Alternative possono essere il Tè Bancha non tostato, il Tè Hojicha, il Kukicha fino al più raffinato Tè Bianco tutti dall’effetto protettivo ed antiossidante.

GREEN TEA TIME: E’ L’ORA DEL TE’ VERDE

Le statistiche parlano chiaro: il tè è la bevanda più diffusa al mondo e anche gli italiani, accaniti consumatori di caffè, hanno cominciato ad assaporare le benefiche virtù di tale liquido ambrato.

Il nome botanico di tale pianta è Camelia sinensis ed ogni fusto termina con un germoglio: man mano che si utilizzano le foglie vecchie, cioè distanti dal germoglio, diminuiscono la qualità ed il prezzo del tè, in quanto aumenta il raccolto.
I costituenti principali sono la teina, la teofillina, la teobromina, ma anche polifenoli, minerali e vitamine.
Tali componenti hanno svariati funzioni: stimolanti, diuretiche, astringenti, ipocaloriche e digestive; a tal proposito, il tradizionale uso inglese del tè alle 5 del pomeriggio ha la sua giusta motivazione in quanto serve a favorire il completo svuotamento gastrico.

Il Tè Verde si differenzia dal nero per la mancanza della fermentazione, lasciando così le foglie nella struttura originale con il caratteristico colore verde scuro. In questo modo, il tè verde mantiene integro il contenuto di polifenoli e vitamina C ad azione antiossidante.
I tè verdi inoltre, si differenziano tra loro per la diversa tostatura.

Nel blog precedente abbiamo analizzato il tè nero, ora parliamo delle differenze tra i tè verdi:

  • Tè Verde China Gunpowder presenta un gusto ricco e profumato, con un sapore leggermente amaro all’inizio, che lo rende piacevole anche a cena.
  • Tè Kukicha è un tè verde giapponese molto leggero composto prevalentemente dai rametti della pianta e dalla nervatura delle foglie.
  • Tè Sencha al Gelsomino viene ottenuto senza macinare le foglie. Dopo la raccolta viene cotto a vapore per bloccarne la fermentazione, poi le foglie vengono manipolate fino ad assumere l’aspetto di aghi di pino.
    La parola Sencha significa “tè decotto”, riferito al metodo con cui si ottiene l’infuso, il quale risulta di colore verde chiaro e dal sapore fresco e amarognolo simile al Bancha.
  • Tè Verde Matcha è molto pregiato e raro, ottenuto dalla polverizzazione delle foglie e dei germogli di tè del Tencha ed essiccate a vapore. Presenta un odore intenso, vegetale, con note marine penetranti ed un sapore dolciastro e vellutato in bocca.
    Si tratta del tè più ricco di antiossidanti e per la sua preparazione serve il Frullino in bambù, capace di mescolare la polvere fino ad ottenere una bevanda priva di grumi e con una schiumina verde chiaro conosciuta come spuma di giada.
    Questo è l’unico tè che viene bevuto in polvere mescolato ad acqua; in questo modo si assumono tutte le componenti salutari del tè (vitamine, polifenoli, caffeina, minerali).
  • Tè Bianco Pai Mu Than, una vera rarità. La sua lavorazione avviene con metodi delicati che escludono alcuni passaggi del trattamento del tè.
    E’ un tipo d tè non fermentato (quindi verde) che viene subito essiccato senza passaggi intermedi; le foglie vengono raccolte a mano e distese su graticci sotto una debole luce e quando hanno perso il 70-80 % dell’acqua contenuta, vengono essiccate a fuoco basso.
    Durante l’appassimento è necessaria grande esperienza per giudicare la quantità di acqua evaporata ed in questo senso, il tè bianco è in assoluto il più naturale ed il più ricco di antiossidanti perchè meno lavorato.
    In apparenza le foglie hanno un aspetto liscio o a scaglie, ed il colore in tazza è argento, giallo brillante, con un gusto molto delicato, aromatico e piacevole, mentre l’odore è fiorito.
  • Tè Oolong semifermentato è un tè che, in termini di gusto, è una via di mezzo tra il tè verde ed il tè nero.
    La foglia fresca è parzialmente essiccata al sole e fermenta solo in parte, per cui la parte centrale della foglia rimane intatta; dopodichè viene portata ad alte temperature al fine di rendere stabili le caratteristiche di colore, gusto e fragranza. E’ un tempo particolarmente forte e di sapore pieno.

Come si prepara il tè?
L’acqua utilizzata dovrebbe essere appena bollente e non troppo alcalina così da evitare ossidazione e precipitazione di polifenoli e rendere l’infuso insipido.
La quantità è generalmente di 2-3 gr per persona, anche se gli anglosassoni applicano la regola del cucchiaino da tè per ogni ospite più uno “per la teiera”; si lascia in infusione 3-5 minuti ricordando che se si desidera un tè poco forte conviene, dopo 2 minuti, gettare la prima tazza più ricca di caffeina che essendo un alcaloide si libera per prima e solo successivamente fuoriescono i tannini che aumentano i benefici per stomaco ed intestino.
La teiera ed il colino vanno sciacquati e mai lavati con detersivo per permettere al tannino di depositarsi sulle pareti.

Limone o latte?
Il latte si lega ai tannini diminuendo in parte la loro disponibilità e facendo così perdere al tè il suo aroma naturale, ma in questo modo vengono rilasciati gradualmente al momento della digestione del latte, prolungandone quindi nel tempo l’azione benefica.
Il limone d’altro canto, vera eresia per gli inglesi, potenzia l’azione antiossidante dei tannini.
In molti comunque, sostengono che aggiungere limone o latte nel tè, comporti una diminuzione delle proprietà salutistiche.

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