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DISIDROSI, CHE FASTIDIO

La disidrosi è un’infiammazione della cute che si manifesta frequentemente durante la bella stagione. La pelle comincia a ricoprirsi di bollicine che si rompono facilmente soprattutto su mani e piedi, provocando notevole fastidio.
I motivi possono essere legati ad una predisposizione gentica alle dermopatie, oppure di natura allergica.

Cosa fare? Per alleviare il prurito sono utili i bagni in acqua arricchita dai Sali del Mar Morto ad azione antinfiammatoria, oppure spugnature, in modo particolare sulle zone delicate, a base di Amido di Riso dalle proprietà emollienti.
Sono da evitare assolutamente i saponi in quanto troppo aggressivi e tendono a seccare ulteriormente la pelle, come pure le creme profumate.

Per contrastare la disidratazione cutanea è necessaria un preparato neutro come la Pomata Lenitiva Rigenerante in cui l’Aloe ha un alto potere rigenerante, mentre il miele di Manuka e l’o.e. di Katrafay restituiscono immediato benessere.

L’Estratto di Mar Morto è un’acqua che funziona molto bene come purificante, lenitivo e disarrossante, da nebulizzare anche più volte al giorno.

La disidrosi può essere trattata anche con integratori naturali: B-Genom DNA riattiva il metabolismo cellulare per contrastare la ruvidità cutanea, mentre l’Olio di Borragine in perle è ottimo per le dermopatie.
FitoDrena C è un drenante cutaneo grazie alle gemme di Mahonia, Cedro, Segale, Saponaria e Platano, ed abbinato all’oligoelemento Zolfo (Oligolito Sulfur) viene promossa la guarigione.

IL ROSSO CHE SERVE

Sono poche le donne che non hanno mai avuto problemi di anemia almeno una volta nella vita. La carenza di ferro si può verificare nell’infanzia, oppure durante il ciclo e la gravidanza, ma anche con l’avanzare dell’età.

Il ferro è indispensabile all’organismo, in quanto aiuta l’emoglobina a trasportare in circolo l’ossigeno e quando manca, ecco che si va in sofferenza. I sintomi variano da una stanchezza immotivata, all’inappetenza, fino alla difficoltà di concentrazione e perdita della memoria.
Generalmente, l’anemia si legge anche sul volto. Tipici infatti, sono il pallore ed il cerchio rosso intorno agli occhi.

Nei bambini l’anemia è dovuta principalmente ad un malassorbimento degli alimenti; oltre a correggere la dieta alimentare, si può ricorrere all’Oligolito Ferrum Plus da trattenere un minutino sotto la lingua al mattino a digiuno (come tutti gli oligoelementi) ed i fermenti lattici Axidophilus Junior per agevolare la funzionalità della flora batterica intestinale. Uno sprint in più è dato invece da Nutrivital Junior, compresse masticabili a base di verdura e frutta, ricche di minerali e vitamine.

Con l’arrivo del flusso mestruale si assiste ad una perdita di ferro non indifferente, ma tutto si risolve in pochi giorni. Se invece il ciclo è piuttosto abbondante, è utile il Gemmoderivato di Tamerice che sostiene dolcemente la donna durante quei giorni.

La gravidanza e l’allattamento sono fasi in cui il fabbisogno di ferro è molto alto. Anche in questo caso è utile assumerlo sottoforma di oligoelelmento, meglio se abbinato alle tavolette di Baobab che favoriscono la funzionalità gastrica ed evitano i cali durante la giornata.

L’anemia talvolta si manifesta con gli anni. Diminuisce infatti, la capacità di assorbimento dei nutrienti a causa di problemi all’apparato gastrointestinale, o per l’uso di farmaci o per una dieta povera di vitamine e minerali.
Bisogna modificare lo stile di vita ed assumere B-Genom DNA, un integratore contenente il complesso B che stimola il metabolismo energetico e cellulare ed ha un’azione antianemica e neurotrofica.

PROBLEMI DI MEMORIA

La zona del cervello deputata alla memoria è l’ippocampo e da recenti ricerche è stato scoperto che proprio qui si ha una continua formazione di cellule, essenziali per la formazione di nuova memoria.
Tutto ciò che l’uomo vive, viene immagazzinato sotto forma di ricordi e quando si comincia ad invecchiare o in caso di stress cronico e nelle malattie degenerative del cervello, la memorizzazione diventa difficoltosa mentre restano nitidi i ricordi passati, quando l’ippocampo funzionava bene.
E’ importante quindi, garantire il turnover cellulare per fare in modo che le nuove “esperienze” andranno a riorganizzare le vecchie e si vadano ad arricchire in un corpo unico.

La memoria si imprime meglio quando è alta la concentrazione e la predisposizione genetica, come pure l’alimentazione e lo stile di vita ne influenzano la valenza.
Gli zuccheri sono la principale fonte di vita del cervello ma altrettanto validi sono il complesso delle vitamine B riunite nel B-Genom DNA e gli antiossidanti Resveratrolo, NADH, Coenzima Q10, Acetilcisteina e Glutatione di cui è concentrato Oxistress DNA.
Infine, rivestono un ruolo importante anche i vari minerali Magnesio, Calcio, Zinco e Ferro che si riescono a recuperare con la frutta e la verdura mangiata quotidianamente. Le persone che sono maggiormente a rischio di carenza vitaminica sono coloro che abusano di alcol e sigarette perchè bruciano tali nutrienti, e quelli che soffrono di malassorbimento gastro-intestinale che, a questo punto, hanno bisogno di un surplus energetico.

La pianta che più di tutte aiuta la memoria soprattutto con l’avanzare dell’età è il Ginkgo biloba (Ginkgo Plus) che favorisce la vascolarizzazione a livello cerebrale, è un antiaggregante piastrinico, combatte le vertigini e rallenta la sintomatologia dell’Alzheimer.

Occorre modificare inoltre lo stile di vita: uscire all’aria aperta, fare sport, leggere, coltivare interessi, favorire i rapporti interpersonali sono tutte azioni che danno vitalità al cervello.

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