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CHE FASTIDIO I POLLINI…

Siamo in piena fioritura delle graminacee e tantissimi italiani manifestano l’allergia ai loro pollini con starnuti ed occhi rossi. Questa infatti, è una reazione esagerata da parte del sistema immunitario quando entra in contatto con elementi fastidiosi ed irritanti quali sono i pollini.

Nell’uomo, come risposta a tali sostanze, può comparire il classico raffreddore da fieno con naso chiuso e starnuti insistenti, accompagnati da pizzicore alle mucose e secrezioni di liquido gocciolante.
In casi estremi, quando si verifica il picco pollinico, alcuni accusano un’asma allergico con crisi respiratoria dovuta ad una forte reazione per cui subentra una respirazione affannosa ed intensa, fiato corto, nausea e mal di testa.
A completare il quadro, si manifestano pure arrossamenti agli occhi con bruciore, lacrimazione profusa e prurito.

Fortunatamente la natura ci viene in soccorso!
Giocando in anticipo, puoi intraprendere una cura preventiva abbinando oligoelementi e gemmoterapici:

  • Manganese (Oligolito DIA 1) è il minerale in tracce indicato per tutte le reazioni allergiche di origine esogena; la dose corrisponde ad una fiala a giorni alterni e nel periodo critico anche una tutte le mattina a digiuno.
  • Ribes Nero MG è il gemmoterapico di base che agisce sulla corteccia surrenalica con attività antinfiammatoria. Le gocce di tale pianta alzano le difese immunitarie ed attenuano le reazioni allergiche.
  • Carpino MG è il gemmoderivato più indicato per le reazioni asmatiche in quanto favorisce un maggior sostegno all’apparato respiratorio.
    Il dosaggio di Ribes e Carpino è di 40-50 gocce ciascuno, al mattino ed al pomeriggio lontano dai pasti nello stesso bicchiere d’acqua.

Tutti i fitoterapici sopra descritti possono essere assunti anche dai bambini (dimezzando le dosi) e dalle donne in gravidanza perchè sono privi di effetti collaterali ed agiscono a qualsiasi età.

Un rimedio efficacissimo e da tenere sempre a portata di mano quando uscite di casa è Fito Pollen, uno spray da nebulizzare nel cavo orale e da trattenere per qualche minuto prima di deglutire, a base di estratti vegetali e minerali in tracce per contrastare in qualsiasi momento i fastidi provocati dai pollini.

In questo modo, potrete uscire con tutta la famiglia in tutta tranquillità per una passeggiata o un pic-nic in campagna senza più aver problemi di starnuti e pruriti.

SOS BIJOUX

Da anni ormai la moda ci insegna che il dettaglio fa la differenza e ci sono negozi di accessori che propongono una vasta scelta di bijoux: collane, bracciali, orecchini, charms e tanto altro ancora.
Per orientarsi nella scelta giusta, occorre prestare enorme attenzione al materiale con cui sono fatti questi gioielli di bigiotteria in quanto vengono indossati, a volte per parecchie ore, e possono dare reazioni allergiche alla pelle.

Il Codice del Consumo, in vigore dal 2005, dichiara che la bigiotteria commercializzata nel nostro Paese deve avere un’etichetta che dichiari il produttore o l’importatore, i materiali utilizzati e le sostanze potenzialmente pericolose, compresa la presenza di metalli che, seppure entro i limiti, potrebbero causare allergie:

  • il Nichel può esser presente negli orecchini e nei piercing (quindi in aree di pelle perforate) se non rilasciano più di 0,2 microgrammi per cm2 alla settimana, mentre per le altre zone del corpo il limite è di 0,5;
  • da settembre 2012 la UE ha vietato l’impiego di Piombo superiore o uguale allo 0,05% in peso dell’oggetto indossato;
  • per quanto concerne il Cadmio invece da fine 2011 l’UE ha vietato la presenza totale in ogni articolo di bigiotteria perchè è altamente tossico e cancerogeno.

Qualora il contenuto di questi metalli fosse maggiore del limite consentito, ma potremmo allargare il discorso anche ai coloranti ed ai collanti presenti negli articoli, queste microparticelle potrebbero penetrare sottocute e dare origine ad allergie o peggio.

Aumentano sempre di più le persone che manifestano dermatiti allergiche da contatto al Nichel: ezemi, arrossamenti, pustole, gonfiori, accompagnati o meno da prurito. Mescolato poi al sudore della pelle, la zona interessata tende ad allargarsi e ad aggravare la situazione.
Il Nichel è presente in tantissimi oggetti coi quali quotidianamente veniamo a contatto, come pure negli alimenti e  nei cosmetici ed il nostro organismo accumulando questo metallo, diventa sempre più sensibile ed intollerante.
Gli orecchini ed i piercing invece sono più pericolosi perchè  il perno che va inserito nella pelle perforata può dare origine a delle infezioni.

Se ci si accorge di avere delle zone arrossate e che fanno prurito, occorre eliminare qualsiasi gioiello di bigiotteria e detergersi con il PS19 Shampoodoccia, dopodichè sulla parte interessata va spalmata la PS 19 pomata per calmare l’irritazione; se il prurito interessa la cute ed il cuoio capelluto c’è PS 19 lozione,uno spray che non unge i capelli e può essere utilizzato tutti i giorni. Questa è una linea di prodotti specifici per le dermatiti ed i pruriti cutanei, a base di Aloe vera dall’attività antinfiammatoria.
Per allontanare gli allergeni dall’organismo occorre depurare il fegato in modo deciso: EIS pelle è un estratto in gocce le cui piante danno benefici a livello cutaneo e durante le crisi pruriginose occorre assumere il PSC Ribes nigrum che svolge un’azione cortison-like.

Quando acquisti i bijoux:

  • controlla sempre l’etichetta accompagnatoria su cui deve esser precisato il materiale e la provenienza. Non fidarti di bancarelle o negozi di dubbia serietà nei quali potresti trovare merce contraffatta;
  • non indossare la bigiotteria per molte ore al giorno e dopo averla tolta, puliscila accuratamente, in modo particolare orecchini e piercing;
  • in caso di reazioni allergiche gravi o infezioni, rivolgiti ad un medico.

 

Conosci il mangostano?

Il mangostano (Garcinia mangostana) è un frutto antichissimo appartenente alla famiglia delle Guttiferae ed è originario delle isole della Sonda e dell’arcipelago delle Molucche, anche se le migliori piantagioni sono oggi in Thailandia. Conosciuto da centinaia d’anni ed apprezzato per le sue proprietà benefiche, veniva usato dalla medicina orientale per la cura di ferite, escoriazioni della pelle, diarrea.
La notorietà del mangostano inizia a diffondersi nella metà del XIX secolo, quando la regina Vittoria dichiarò, assaggiando il frutto, che era il suo favorito (da qui la sua definizione di “Regina dei frutti”). Inizia quindi la sua coltivazione nel Queensland, poi in Inghilterra e in India.
All’inizio del secolo scorso anche il Dipartimento per l’Agricoltura americano ricevette le prime semenze ed inizia le coltivazioni; dagli anni ’60 invece iniziano le coltivazioni in Thailandia .

La sua peculiare natura gli ha conferito elevate proprietà supportate dalla pratica legata alla tradizione secolare dei popoli asiatici.
I primi studi su questo frutto risalgono al 1932 e proseguirono poi nei decenni successivi, fino a quando i ricercatori riuscirono ad isolare gli xantoni, dei quali vennero analizzate le proprietà.

Gli xantoni hanno attività antiossidante (oltre che antinfiammatoria), in quanto sono in grado di isolare il radicale libero e proteggere la cellula dal danno ossidativo generalmente provocato dall’età e dalle malattie sia a livello delle membrane che dei vasi sanguigni.
In questo modo si agevola il flusso di sangue dal cuore al cervello, diminuendo il rischio di patologie come ad esempio la demenza senile, le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer.

E’ ormai nota la capacità dell’organismo umano di produrre antiossidanti, i cosiddetti antiossidanti endogeni, come il Coenzima Q-10 o l’Acido Lipoico; esso tuttavia non è in grado di produrne altri, altrettanto importanti.
Gli antiossidanti esogeni come la Vitamina C ed E, estremamente necessari all’uomo, devono pertanto necessariamente essere somministrati attraverso la dieta: la Garciania mangostana risponde alle esigenze fisiologiche degli individui particolarmente esposti ai già menzionati stress ossidativi che contraddistinguono la quotidianità nella società moderna.

Indicazioni:

  • prevenzione dell’arteriosclerosi
  • protezione del muscolo cardiaco
  • abbassa i livelli di colesterolo e dei trigliceridi
  • ipertensione
  • allergie
  • infiammazioni artritiche
  • emicrania
  • fibromialgia
  • dermatiti
  • acne
  • infezioni (da virus, batteri, funghi e parassiti)
  • danni ossidativi dovuti all’età
  • nel trattamento di malattie sia a livello delle membrane che dei vasi sanguigni (demenza senile, malattie cardiovascolari)
  • problemi legati al sistema gastrointestinale (reflusso gastroesofageo, ulcere, colite, sindrome dell’intestino irritabile, diarrea cronica, stitichezza) e delle vie urinarie
  • ansia e depressione
  • disturbi mestruali

Il grado di sicurezza è elevato: non sono state ad oggi sperimentalmente evidenziate alcun tipo di interazioni , pertanto risulta atossico, non irritante e non causa sensibilizzazione.

I pollini, che fastidio…

Con l’arrivo della primavera si ha l’inizio di una nuova fase: la natura infatti si risveglia e con lei i colori ed i profumi si fanno sempre più intensi. Non tutte le persone però, vivono questo momento con esultanza, in quanto si ripresenta il problema delle allergie!

L’allergia è la risposta del sistema immunitario ad un elemento estraneo al nostro organismo, che reagisce in maniera eccessiva, innescando il processo di sensibilizzazione; tale processo consiste nella formazione di anticorpi che devono fronteggiare l’allergene “nemico”.

In primavera gli allergeni sono rappresentati dai pollini, i quali causano starnuti frequenti, gocciolamento nasale, lacrimazione, prurito nasale ed oculare, congestione nasale ed occhi lucidi, ma a volte anche stanchezza, irritabilità, ecc…

Nel polline sono contenute alcune sostanze (gli antigeni) che rendono sensibili soggetti predisposti. Nella persona allergica, gli antigeni vengono rilasciati a livello delle mucose respiratorie e provocano una forte reazione del sistema immunitario.

Non tutti gli allergici ai pollini cominciano a starnutire e lacrimare nello stesso periodo: dipende da quale tipologia di pianta il soggetto risulta sensibile.

Per verificare il problema, si può effettuare il Prick test, detto anche test cutaneo o cutireazione con allergeni,  che consiste nel porre sull‘avambraccio una goccia di soluzione acquosa di differenti allergeni; se si è allergici alla sostanza, entro pochi minuti si formerà un ponfo che fa prurito.

Oppure si fa il Rast cioè un test basato su di un prelievo di sangue e sulla ricerca degli anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti.

In maniera più empirica si può  indicativamente capire a quali piante si è allergici in base al periodo in cui si manifestano i disturbi. E così, basta seguire il calendario pollinico in cui viene stilato il periodo di fioritura delle piante:

 

Nocciolo: da gennaio a fine marzo.

Olmo: da metà febbraio ad aprile.

Pioppo e Salice: da marzo a fine maggio.

Parietaria: da maggio a settembre ( soprattutto sulle coste a sud dell’Italia ).

Betulla: da aprile a metà giugno.

Quercia, Faggio, Platano, Pino: da metà maggio a metà agosto.

Piantaggine, Acetosa: da maggio ad agosto.

Graminacee: da metà maggio a metà settembre.

Tarassaco: da maggio a giugno.

Ortica: da maggio a settembre inoltrato.

 

Cosa possiamo fare? Stare tappati in casa? Uscire con la mascherina? E rovinarci in questo modo le meravigliose giornate primaverili?!?

Se partiamo con un po’ di anticipo riusciamo a prevenire o ad alleviare i disturbi.

Il rimedio di base per eccellenza è il Ribes nigrum gemmoderivato(ad azione cortison-like), che va ad alzare il sistema immunitario dei soggetti allergici alla dose di 50 gocce circa per due volte al giorno  in acqua. Per aumentarne l’efficacia, sarebbe opportuno affiancarci anche loligolito DIA 1 , ovvero delle fialette composte dall’oligoelemento Manganese in associazione coi litoterapici Rodonite e Calcopirite aurifera in tracce, delle quali se ne assume una a giorni alterni, al mattino a digiuno.

Questo abbinamento è indicato anche per i bambini piccoli, le donne in gravidanza, gli anziani,… ovviamente con dosaggi differenti!

Se l’allergia si manifesta soprattutto a carico delle vie aeree superiori e quindi a livello dell’apparato respiratorio, possiamo assumere invece le gocce di  Ribes composto oppure le compresse di Allfor-Plus più “robuste” e complete per affrontare starnuti e gocciolamenti nasali.

Se invece i pollini creano problemi di tosse secca e convulsiva, broncospasmo, ecc…il prodotto giusto da integrare al Ribes è il Rosolaccio composto ad azione emolliente e lenitiva sulla mucosa orofaringea.

Per gli occhi che lacrimano e bruciano, un prodotto eccezionale è il TG1 occhi, collirio monodose ad azione antinfiammatoria, adatto anche per tutti coloro che indossano lenti a contatto e pratico da portarsi quando si va all’aria aperta.

Cerchiamo in questo caso di non uscire nelle giornate secche e ventose perchè con questo clima la concentrazione di pollini nell’aria è molto elevata, mentre è minima quando piove. Allo stesso tempo, non dedichiamoci al giardinaggio o al taglio dell’erba.

 

 

 

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