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SUDORAZIONE E DEODORANTI

L’odore corporeo è un marchio olfattivo che ci accompagna fin dalla nascita e si modifica nel tempo, a seconda delle fasi della vita e degli stati d’animo.

Nella storia, i primi deodoranti vennero preparati dagli Egiziani con scorze di carruba macinate o farina d’avena, mescolate a resine, per profumare le ascelle o altre parti del corpo soggette a sudorazione.
Presso altre civiltà l’odore corporeo era simbolo di forza, vigore, seduzione e per essere attraenti bisognava lavarsi il meno possibile. In seguito, durante le pestilenze i cattivi odori venivano associati a malattie e morte, per cui si sono diffuse le pratiche d’utilizzo di olii essenziali e fumigazioni.
Solamente nel ecolo scorso, con la costruzione delle sale da bagno nelle case, si diffuse la prassi della pulizia del corpo e dell’igiene personale. Il sovraffollamento delle città e la concentrazione del lavoro in spazi ristretti hanno reso l’odore corporeo un problema da tenere in considerazione, promuovendo la diffusione di norme igieniche più rigorose.

La sudorazione avviene quando la temperatura esterna s’innalza ed il nostro corpo reagisce con la termoregolazione, abbassando la temperatura corporea tramite l’evaporazione di acqua.
Esistono altri sistemi di termoregolazione come l’irraggiamento, che dipende dal tono muscolare dei vasi periferici: l’innalzamento della temperatura cutanea determina vasodilatazione con maggior dissipazione della pelle; al contrario, il raffreddamento provoca vasocostrizione favorendo il mantenimento del calore all’interno del corpo.

Le ghiandole sudoripare si dividono in:

  • Eccrine, localizzate soprattutto sulla fronte, nei palmi delle mani e sotto la pianta dei piedi. Queste ghiandole sono attive sin dalla nascita e producono il sudore, un liquido trasparente costituito da acqua, cloruro di sodio, potassio, urea, glucosio, lattati e piccole quantità di aminoacidi, a pH debolmente acido (5-7).
    La temperatura e l’umidità, come pure lo stress e l’ansia stimolano l’attività delle ghiandole eccrine ed il loro essudato partecipa all’eliminazione delle tossine dell’organismo.
  • Apocrine, appartenenti al complesso pilo-sebaceo e nell’uomo sono presenti sotto le ascelle, sulle areole mammarie e sui genitali; diventano attive al raggiungimento della pubertà per effetto degli ormoni sessuali.
    Il sudore apocrino appare come un liquido lattescente costituito da carboidrati, lipidi e colesterolo, sostanze che vengono degradate dai batteri presenti in queste zone, determinando il caratteristico odore acre del sudore.

Le ghiandole sebacee invece sono strutture annesse al follicolo pilifero sparse su tutto il corpo, tranne che sotto le mani ed i piedi che secernono il sebo, una sostanza costituita da squalene, trigliceridi, cere ed esteri sterolici, acidi grassi liberi e colesterolo. Il sebo contribuisce alla formazione di una barriera semipermeabile che si oppone alla perdita di acqua (azione idratante indiretta), regola il pH cutaneo e partecipa all’azione antibatterica grazie alle sostanze batteriostatiche in esso presenti e alla sua acidità (pH 3-4).

L’odore corporeo varia da persona a persona e dipende da numerosi fattori soggettivi.
L’iperidrosi è l’eccessiva produzione di sudore, la bromidrosi invece è una sudorazione abbondante accompagnata da odore sgradevole; la bromidrosi è soprattutto determinata dalle ghiandole apocrine e può dipendere da fattori costituzionali o patologici come l’alterazione della cute di alcune zone o la presenza di infezioni batteriche o fungine.

Lo scopo dei deodoranti è quello di ridurre, mascherare o coprire i cattivi odori ed in commercio ne troviamo sotto svariate forme: liquidi, creme, stick, roll on e polveri.
Ricordiamoci che i deodoranti restano a contatto con la pelle per molto tempo e spesso vengono applicati in zone già irritate (ad esempio, dopo la depilazione), per cui le caratteristiche di un buon prodotto sono: mascherare e prevenire la formazione di odori sgradevoli, rispettare la flora batterica, non irritare la cute.

A seonda del meccanismo d’azione, gli ingredienti presenti nei deodoranti si dividono in:

  • Antibatterici e sono quelli che inibiscono e contrastano la proliferazione della flora batterica cutanea senza alterare il fisiologico processo della sudorazione; appartenenti a questa categoria sono gli oli essenziali di lavanda, limone, rosmarino, salvia, timo,…
  • Inibitori enzimatici cioè quelli che inibiscono l’attività degli enzimi batterici implicati nella formazione dei cattivi odori, occupandone il sito attivo e bloccandolo in modo reversibile o irreversibile a seconda del meccanismo d’azione. Questi componenti non interferiscono eccessivamente con la fisiologia cutanea ed hanno una buona efficacia. Tra queste sostanze troviamo il trietilcitrato, che viene attaccato dagli enzimi batterici al posto del sebo e la sua idrolisi libera acido citrico (che abbassa il pH locale e limita la formazione di acidi grassi maleodoranti) e alcol etilico (che svolge un’azione batteriostatica).
  • Antiossidanti il cui utilizzo è motivato dal fatto che i componenti del sebo e del sudore subiscono processi ossidativi da parte delle ossidasi batteriche , che a loro volta generano altre sostanze dall’odore sgradevole.
    Tra i principali antiossidanti utilizzati troviamo le vitamine, il butilidrossianisolo (BHA), il butilidrossitoluolo (BHT), che proteggono anche la formulazione dall’azione dei radicali liberi.
  • Antitraspiranti che inibiscono la secrezione del sudore e limitano, di conseguenza, la formazione dei cattivi odori. A questa categoria appartengono i sali d’alluminio che favoriscono la precipitazione delle proteine a livello del dotto escretore delle ghiandole formando un precipitato che funge da tappo e impedisce la fuoriuscita del sudore.
    Secondo altre teorie, questi ingredienti tenderebbero ad indurre un leggero edema a livello del dotto ghiandolare, determinando un rigonfiamento che ridurrebbe la fuoriuscita del sudore.
    A prescindere dal meccanismo d’azione, non bisogna dimenticare che questi ingredienti alterano, seppur in modo lieve, i normali processi fisiologici della cute, per questo è bene monitorare il loro utilizzo nel tempo.
  • Adsorbenti, molto apprezzati in quanto non interferiscono nè con i meccanismi fisiologici della sudorazione, nè con l’attività dei microrganismi, ma catturano direttamente le molecole odorose che si formano in seguito all’azione dei batteri.
    Ad esempio, i derivati dello zinco (zinco ricinoleato, glicinato, carbonato) chelano le molecole odorose volatili e le trasformano in sali di acidi grassi non più maleodoranti.
  • Coprenti di cui fan parte tutte le molecole profumate che vengono aggiunte ai deodoranti per mascherare gli odori sgradevoli e conferire alla pelle un profumo piacevole.
    In merito a ciò, vi invito a leggere l’articolo sulla piramide olfattiva per capire come vengono composti i profumi e come il nostro naso percepisce le fragranze.

 

 

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