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Matè: il tè argentino

Il Matè o Yerba Mate è una pianta originaria del Sud America che viene essiccata, tagliata, sminuzzata ed infine bevuta in infusione.
Possiamo paragonarla al nostro caffè in quanto bere il matè è un rito per tutte le famiglie, soprattutto in Argentina, dove è molto diffuso. E’ una bevanda amarognola con proprietà energizzanti, diuretiche, dimagranti, antiossidanti e tonificanti per la mente.
Il matè non lo si beve da una qualsiasi tazza, ma necessita di una caratteristica zucchetta chiamata semplicemente mate o porongo, dove inserire una cannuccia, denominata bombilla, composta da un lato da un’imboccatura e dall’altro da un filtro per trattenere le foglie.
La prima volta che le persone vengono nella mia erboristeria ad acquistare la zucchetta, consiglio loro di riempirla di matè, versarvi acqua calda e lasciare a riposo per 24 ore circa. Il giorno dopo si getta il contenuto e si ripete l’operazione, e la si fa per quasi una settimana; ciò serve per far assorbire l’aroma dello yerba mate dal recipiente e per eliminare altri sapori.
Vedrete che l’acqua che si getta, il primo giorno sarà rossastra (colore rilasciato dal porongo), poi virerà verso una colorazione giallo-verde data dal vegetale.
Non prendete sottogamba questo infuso, perchè c’è un rituale a cui gli argentini sono affezionati!
La preparazione viene eseguita dal “cebador”, il quale riempie la zucchetta col matè, poi la copre con una mano e la capovolge più volte in modo da eliminare i residui polverosi dell’erba. Inclina leggermente il porongo, vi versa acqua calda e non bollente, possibilmente in un unico punto cercando di bagnare solo una parte di matè (e qui sta l’abilità del cebador!) e sarà proprio lui il primo a bere l’infuso dalla bombilla.
Addirittura alla fine, è gradito il tipico rumore che fa una cannuccia quando termina la bevanda aspirata.
Ora tocca agli altri commensali: il cebador versa altra acqua in un’altra posizione del porongo, sposta la bombilla e poi la porge a colui o colei che siede alla sua sinistra. Questo gesto il cebador lo ripeterà per ogni persona.
Come ho detto prima, il sapore dell’infuso è amarognolo e se non fosse tale, significherebbe che il matè è di scarsa qualità.
Eventualmente, possiamo dolcificarlo con dello zucchero oppure variare con latte, spezie (tipo scorze di d’arancio o limone) o un cucchiaino di caffè.
Questa bevanda la possiamo gustare in qualsiasi momento della giornata, mentre si lavora o si studia, davanti alla tv o in un momento di meditazione.

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