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La supposta che funziona con le bollicine!

La stitichezza è quel disturbo caratterizzato dalla difficoltà a svuotare con regolarità l’intestino (meno di 2 o 3 evacuazioni la settimana) e nei paesi industrializzati il 20% circa della popolazione soffre di questo fastidioso disturbo, con una netta prevalenza femminile.
In questi ultimi decenni, probabilmente a causa dei ritmi frenetici composti dalla vita moderna, la stitichezza è un problema particolarmente sentito.

Le principali cause della stipsi sono da ricondurre a :

  • Scorrette abitudini alimentari: una dieta povera di fibre ed acqua.
  • Stile di vita: la mancanza di attività fisica regolare, un lavoro sedentario, l’abuso di fumo, alcool, stress, ansie, preoccupazioni, ritmi di lavoro frenetici, nervosismo.
  • Trattamenti farmacologici: farmaci che influiscono sull’apparato gastro-intestinale, l’utilizzo prolungato di lassativi irritanti.

Durante la gravidanza ai fattori elencati se ne sommano altri specifici: l’aumento della produzione di ormoni, che favorisce un rilassamento della muscolatura liscia e quindi una diminuzione della peristalsi intestinale (cioè il normale e continuo movimento intestinale), la compressione da parte dell’utero sulla parte finale dell’intestino. Tali elementi rendono particolarmente frequenti in questo periodo episodi di stitichezza.
Risulta importante in questo caso prestare particolare attenzione all’uso di farmaci che possano rilasciare sostanze pericolose nell’organismo della “gestante”.

Negli anziani la stipsi è più frequente. Alla modesta attività fisica possono sommarsi numerose cause: la scarsa introduzione di liquidi, l’uso di farmaci, disturbi neurologici, lunghi periodi di inattività a letto.
Anche in questi casi la dieta è di fondamentale importanza: deve essere varia e ricca di cibi naturali e integrali come frutta e verdura, pane, pasta e cereali, possibilmente integrali.
Quando le misure dietetiche e i mutamenti nello stile di vita non si sono rivelati sufficienti, i lassativi con meccanismo irritante (vegetali e di sintesi) e quelli salini appaiono sconsigliati.

Le supposte Eva/qu, al contrario, non hanno controindicazioni poichè rispettano le funzioni dell’intestino e di tutto il delicato metabolismo dell’anziano e possono risultare un efficace aiuto pure in assenza di principi attivi farmacologici; esse infatti, non contengono glicerina, ma sviluppano una naturale effervescenza che massaggia delicatamente le pareti dell’ultimo tratto dell’intestino, facilitando la totale evacuazione.

Ma da cosa è composta? La supposta Eva/qu è costituita da bicarbonato di sodio e bitartrato di potassio che sono sostanze utilizzate anche in molte preparazioni alimentari.

Grazie al suo effetto “effervescente” la supposta Eva/qu agisce “in loco” sul “tappo” di feci ristagnanti all’interno dell’ampolla rettale stimolando la “spinta” fisiologica (contrazioni del colon) necessaria all’evacuazione.

Eva/qu può essere usata anche in presenza di emorroidi o lesioni locali edè indicata, inoltre, prima delle procedure mediche quali  preparazione all’esplorazione rettale, prima di visite chirurgiche, gastroenterologiche, urologiche e procto-rettoscopia.

Le supposte Eva/qu sono indicate anche in gravidanza, allattamento, convalescenza ed età avanzata; non creano assuefazione e dipendenza.

DECALOGO ANTI-STIPSI:

  1. Segui una dieta equilibrata, ma non restrittiva: è importante introdurre una quantità adeguata di cibo, perchè questo possa opportunamente stimolare la muscolatura intestinale. Gli alimenti più indicati nell’esercitare quest’ azione sono le verdure di soia, la frutta fresca, il pane integrale e i cereali. D’altro canto gli alimenti sconsigliati sono: i formaggi elaborati, il cioccolato, la carne, il fegato, il riso e la farina raffinata. Se le feci sono dure bisogna immediatamente ridurre questi cibi.
  2. Via libera a yogurt e lievito di birra, efficaci rimedi naturali anti-stipsi, in particolare lo yogurt, ricco di fermenti lattici.
  3. Mangia lentamente e mastica bene gli alimenti, cercando di mangiare a orari regolari.
  4. Bevi almeno 1,5-2 litri di liquidi al giorno. I liquidi sono fondamentali nel mantenere le feci morbide; si devono bere almeno 6-8 bicchieri di liquido al giorno, alternando acqua, zuppe, tè e spremute.
  5. Educa il tuo intestino: è un organo infatti, che ama le buone abitudini: abituati ad andare in bagno sempre alla stessa ora, anche se non hai  lo stimolo. Tuttavia, non reprimere mai il bisogno di andare in bagno, perchè ignorando lo stimolo alla defecazione è possibile a lungo andare non avvertirlo più.
    Ogni volta che ne senti il bisogno quindi abbandona l’attività che stai svolgendo e asseconda le esigenze del tuo corpo.
  6. Un quarto d’ora di relax. Prima di svuotarsi, l’intestino ha bisogno di qualche minuto di quiete. Evita anche gli sforzi eccessivi durante l’evacuazione e rilassati leggendo una rivista o ascoltando musica.
  7. Fai esercizio fisico moderato tutti i giorni: anche solo piccole passeggiate o semplici esercizi contribuiscono a mantenere tono e motilità della muscolatura intestinale.
    Se si suda molto, bisogna compensare on una corrispondente introduzione di liquidi. Mentre cammini, tieni in dentro la pancia: così tendi i muscoli addominali, che esercitano un micromassaggio stimolante per l’intestino.
  8. Occhio ai lassativi. Lassativi chimici ed erbe possono migliorare il movimento dell’intestino, ma la loro efficacia è limitata nel tempo; inoltre troppo spesso i medici riscontrano un utilizzo scorretto dei lassativi da parte dei pazienti. Questi farmaci stimolatori dell’intestino richiedono nel tempo dosi sempre maggiori e a lungo termine hanno effetti negativi sulle pareti dell’intestino , rendendo quest’ultimo ancora più pigro, riducendo il suo tono muscolare  e obbligando il paziente ad un’inutile e pericolosa assuefazione. Inoltre, questi prodotti curano solo i sintomi, non la causa della malattia.
  9. Concediti piccole parentesi di relax durante la giornata: il rilassamento influisce sulla corretta attività intestinale, mentre lo stress la ostacola.
  10. Se il problema persiste e si cronicizza, consulta uno specialista.

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