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La Graviola in oncologia

La graviola (Annona muricata L.)  è una pianta originaria del Sudamerica il cui frutto dalla buccia verde è di grandi dimensioni; tagliandolo a metà possiamo mangiare la sua polpa, che invece è di colore giallo,  con un cucchiaino o farci dei frullati. In fitoterapia si utilizzano non solo i frutti, ma anche le foglie e la corteccia di questa pianta.

La graviola ha una lunga e ricca storia di utilizzo in erboristeria ed è impiegata dagli indigeni fin dai tempi più remoti. A seconda delle tradizioni, le diverse etnie utilizzavano le foglie o la corteccia della graviola per il fegato, la tosse, l’asma, il parto difficile, come sedativo e cardiotonico, ma anche come antiparassitario. Per uso esterno invece, l’olio del frutto non maturo veniva mescolato ad altri oli per unguenti contro nevralgie, dolori reumatici e artrite.

Recenti studi hanno evidenziato la possibilità che gli alcaloidi presenti nella graviola abbiano forti effetti antidepressivi e, per questo motivo risultano in corso ricerche approfondite. I suoi componenti sono oggetto di sperimentazione per le presunte proprietà anticancerose.

Costituenti principali: la maggior parte delle ricerche sulla graviola è incentrata su un nuovo insieme di sostanze chimiche denominate “acetogenine annonacee” (bis-tetrahydrofuran acetogenis, neoannonin, desacetyluvaricin, bullatacin, asimicin, annoglaucin, squamocin, rollimusin, ecc…).

Le acetogenine annonacee presenti nella graviola sono potenti antiossidanti e selettivamente citotossiche per le cellule tumorali.

Tre gruppi di ricerca separati infatti hanno isolato i composti di acetogenina nella graviola e hanno dimostrato proprietà antitumorali ed anticancerogene significative (toxicity selettivo contro i vari tipi di cellule di cancro senza nuocere alle cellule sane). Sono stati pubblicati 8 studi clinici sulle loro scoperte; molte delle acetogenine hanno dimostrato il toxicity selettivo alle cellule tumorali a dosaggi molto bassi.

La graviola ha proprietà antibatteriche, antielmintiche, antispastiche, antitumorali, modulante dell’umore, antispasmodiche, astringenti, citotossiche, febbrifughe, antipertensive, espettoranti, sedative, stomachiche, vasodilatatrici, pediculicide.

Indicazioni: nella cura delle infezioni batteriche, micotiche, parassiti (pidocchi), ipertensione, febbre, complementare nei protocolli oncologici, depressione, stress, utero-stimolante, antivirale.

Il grado di sicurezza è massimo: non sono state ad oggi sperimentalmente evidenziate alcun tipo di interazioni pertanto risulta atossico, non irritante e non causa sensibilizzazione.

Ovvio che qualora si decida di assumere la graviola come integratore, bisogna informare il medico curante, soprattutto se si stanno già facendo cure farmacologiche, e non è da intendersi come sostituta di altri farmaci.

Non può essere utilizzata in gravidanza ed allattamento (per mancanza di sperimentazioni) e devono prestare attenzione coloro che soffrono  di cuore e di pressione bassa.

 

 

 

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