Officinalis è un luogo dedicato a voi e al mondo delle piante, la nostra preziosa fonte di benessere.
en

I COLORANTI IN COSMETOLOGIA

L’utilizzo dei colori a scopo ornamentale è una pratica che ha accompagnato la storia dell’uomo fin dalle epoche più remote. Decorare il proprio corpo significava rispondere ad un’esigenza estetica innata, ma anche manifestare appartenenza ad un gruppo etnico, differenziarsi dagli altri, propiziarsi le divinità o, semplicemente, richiamare l’attenzione, attrarre.
Il viso e il corpo venivano decorati con miscele di estratti naturali, ma alcuni di essi erano tossici, attraversavano la cute ed entravano in circolo, dando luogo a pericolose intossicazioni.
Fortunatamente oggi esistono numerose sostanze vegetali o sintetiche dotate di ottime proprietà coloranti ed assolutamente innocue per la salute dei consumatori.

Col passare del tempo il trucco (make-up) ha assunto un significato più complesso ed elaborato, diventando una pratica cosmettica finalizzata al miglioramento della propria immagine corporea.

I coloranti nei cosmetici possono avere diversi scopi: usati per mascherare colorazioni sgradevoli, esaltare le caratteristiche dei prodotti,…

I problemi principali relativi all’utilizzo dei coloranti in cosmetologia riguardano l’uniformità cromatica tra i diversi lotti di prodotto e le variazioni cromatiche che si possono osservare nel tempo. Alcuni ingredienti, infatti, possono interagire con le sostanze coloranti modificandone le tonalità.

In base alla solubilità, i coloranti utilizzati in cosmetologia vengono classificati in:

  1. Pigmenti, che possono essere inorganici, organici, lacche, perle e metalli.
  2. Coloranti solubili, che si dividono a loro volta in naturali o sintetici, idrosolubili o liposolubili.

I pigmenti sono insolubili nel mezzo utilizzato, per cui vengono dispersi nei solidi o sospesi nei liquidi, a seconda del tipo di cosmetico (fondotinta, ciprie, ombretti, rossetti). Agiscono interferendo con i processi di riflessione della luce e generando piacevoli effetti cromatici.
A seconda della fonte di derivazione, i pigmenti si dividono in:

  • Inorganici, i più utilizzati per il make-up, ottenuti per sintesi e manifestano una buona stabilità alla luce ed al calore. Tra essi troviamo il Biossido di Titanio, gli Ossidi di Ferro e di Cromo, Ferrocianuro Ferrico (Blu di Prussia),…
  • Lacche, prodotte per precipitazione di un colorante solubile su un particolare substrato (idrossido di alluminio, calcio, bario), sono molto stabili e permettono di ottenere colori brillanti.
  • Perle, ovvero cristalli in scaglie dotati di un elevato indice di rifrazione, in grado di determinare un particolare effetto perlescente. Possono essere organiche (ricavate dalle squame di alcuni pesci) o inorganiche (estratte da minerali o prodotte per via sintetica).
  • Metalli, costituite da particelle di metallo (alluminio, rame, bronzo) ricoperte o meno da un sottile strato di alluminio o silice. Sono molto apprezzati per l’elevato potere riflettente, che consente di ottenere un effetto metallico particolarmente brillante.

I coloranti solubili sono molto usati nell’industria alimentare e cosmetica (emulsioni, lozioni, shampoo, dentifrici) e sono caratterizzati da una buona solubilità che consente loro di impartire una colorazione visibile già a piccole concentrazioni. Queste molecole agiscono assorbendo la radiazione luminosa in corrispondenza di una determinata lunghezza d’onda, in modo che l’occhio umano percepisce il colore complementare alla lunghezza d’onda assorbita.

I coloranti naturali sono ricavati da una cinquantina di piante, nelle quali svolgono diverse funzioni importanti per la vita dell’organismo.
Queste sostanze offrono il vantaggio di un’elevata tollerabilità cutanea, spesso abbinata a una funzionalità eudermica, che li rende ottimi ingredienti cosmetici.

  1. Carotenoidi: sono sostanze liposolubili presenti soprattutto in frutta e verdura e dotati di un colore che varia dal giallo al rosso.
  2. Flavonoidi: sono pigmenti presenti nella maggior parte di fiori, foglie e frutti, dotati di sfumature che variano dal giallo all’arancio.
  3. Antociani: sono molecole presenti nei fiori, nei frutti e nelle verdure, dotati di un colore che varia, a seconda del pH dell’ambiente, dal rosso al blu, al violetto.
  4. Chitoni: composti responsabili del colore scuro che compare sulla superficie dei vegetali tagliati (mele, banane, patate). Tale imbrunimento è prodotto da un processo di ossidazione irreversibile mediata da enzimi, conseguente all’esposizione alla luce e all’aria.
  5. Clorofille: pigmenti che intervengono nella fotosintesi delle piante e responsabili del colore verde delle foglie e della buccia dei frutti non maturi.
  6. Melanine: pigmenti bruni presenti nel regno animale e vegetale, dotati di proprietà protettive nei confronti delle radiazioni UV.
  7. Betanina: è un colorante idrosolubile che si ricava dalle radici della barbabietola rossa
  8. Curcumina: pigmento giallo-arancio estratto dai rizomi macinati della Curcuma longa.
  9. Tannini: sono sostanze complesse molto diffuse nel regno vegetale, caratterizzate da un colore marcato che varia dal rosso al bruno.

I coloranti alimentari utilizzati nei paesi UE sono indicati da una sigla comprendente la lettera E (caratteristica per tutti gli additivi alimentari) seguita da un numero compreso tra 100 e 199.

Nei cosmetici, invece, i coloranti si classificano in:

  • Coloranti autorizzati per tutti i prodotti cosmetici.
  • Coloranti autorizzati per tutti i prodotti cosmetici, ad esclusione di quelli da applicare vicino agli occhi (in particolare i prodotti per il trucco e lo strucco degli occhi).
  • Coloranti autorizzati esclusivamente per i prodotti cosmetici che non entrano in contatto con le mucose.
  • Coloranti autorizzati esclusivamente per i prodotti cosmetici che entrano solo brevemente a contatto con la pelle.

 

Lascia una risposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Powered by Web Agency - Esc